COVID-19: Lavoro agile
Ai fini della prevenzione e del contenimento della diffusione dell’infezione da coronavirus (COVID-19), le amministrazioni pubbliche sono invitate a potenziare il ricorso al lavoro agile, individuando modalità semplificate e temporanee di accesso alla misura, con riferimento al personale complessivamente inteso, e senza distinzione di categoria di inquadramento e di tipologia di rapporto di lavoro.
Con l’introduzione del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, recante “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”, è superato il regime sperimentale dell’obbligo per le amministrazioni di adottare misure organizzative per il ricorso a nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa con la conseguenza che la misura già oggi opera a regime.
Con la Circolare n. 1 del 2020 il ministro della PA ha fornito indicazioni finalizzate a privilegiare modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa e le modalità di ricorso al lavoro agile con modalità semplificate di accesso.
Successivamente, con la Direttiva n. 2 del 12 marzo 2020, il ministro per la PA, tra le linee di comportamento rivolte alle amministrazioni, ha dato un'ulteriore spinta al lavoro agile indicandolo, in questa fase di emergenza, come forma organizzativa ordinaria.
Richiamando tutte le amministrazioni pubbliche ad una comune presa di responsabilità per far fronte all’emergenza sanitaria, ribadiamo l’importanza per tutta la PA di operare in ottica di prevenzione e contenimento della diffusione dell’infezione da coronavirus (COVID-19).
Evidenziamo di seguito le modalità amministrative che stanno adottando alcune Amministrazioni Centrali per superare i vincoli normativi e i limiti percentuali di concessione di lavoro agile al proprio personale e che possono essere riutilizzate.
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
La Presidenza del Consiglio dei Ministri con una direttiva del Segretario Generale del 4 marzo 2020, che rimarrà in vigore fino al 31 luglio 2020 salvo eventuali successive modifiche in ragione dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria, prevede modalità temporanee e semplificate per l’accesso al lavoro agile per un massimo di 10 giornate mensili.La Direttiva del Segretario generale PCM (file PDF)
Format per autorizzazione (file editabile)
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Il Ministero della Giustizia, con direttiva del 4 marzo, mira a favorire, in ordine di priorità, ma senza limiti numerici di accesso, coloro che siano affetti da patologie tali da esporli ad un maggiore rischio di contagio, lavoratori con figli in condizioni di disabilità grave, lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del congedo di maternità, dipendenti sui quali grava la cura dei figli minori, anche in conseguenza della sospensione o contrazione dei servizi degli asili nido, della scuola per l’infanzia e della scuola primaria di primo grado e, infine, dipendenti che raggiungano la sede di lavoro con mezzi pubblici, percorrendo una distanza di almeno cinque chilometri.





















