Recycle
Laboratorio sperimentale sul riciclo
Partecipazione al concorso indetto dal Dipartimento Educazione del MAXXI, Roma.







Relazione consuntiva
La classe III A ha individuato un piccolo manufatto, nel piazzale antistante la scuola, oggi completamente dismesso, in disuso e degrado. Si tratta di una costruzione in muratura destinata e per lungo tempo adibita a cabina elettrica urbana, realizzata nello stesso stile eclettico del preesistente edificio scolastico, costruito dopo il 1914 nell’area risultante dalla demolizione del vecchio ospedale di San Salvatore.
Una rapida ricerca d’archivio e l’ascolto delle testimonianze locali collocano con ogni probabilità la costruzione della cabina ai primi anni cinquanta del novecento, nel periodo della ricostruzione post-bellica del centro urbano di Pesaro.
L’edificio è stato scelto per la vicinanza alla sede scolastica (è anche ben visibile dalle finestre del laboratorio, dalle quali dista meno di sei metri) e per la piccola scala: una pianta quadrata di poco più di quattro metri di lato, su due elevazioni sormontate dalla copertura a falde con padiglione piramidale. Inoltre il Comune di Pesaro, che è proprietario dell’immobile, ha reso la propria disponibilità ad aprirne le porte per consentire agli alunni di svolgere un breve sopralluogo ed ispezionare il locale.
Questa piccola torre, dalle linee architettoniche semplici, con poche aggettivazioni decorative in stucco ed intonaco (in alcune parti rovinate), quali cornici e lesene, è inserito nel contesto urbano del centro storico della città, caratterizzato da un diffuso tessuto di piccole costruzioni in muratura (a destinazione prevalentemente residenziale) e da altri edifici più recenti, di scala più grande (condomini di abitazioni), che hanno nel tempo colmato le lacune degli isolati più antichi.
Gli alunni hanno individuato questa preesistenza e formulato diverse ipotesi di riciclo e riuso immaginando altre destinazioni, compatibili sia con la funzione “pubblica” dell’edificio scolastico (alla quale è pensabile annetterlo per prossimità), sia con il più generale contesto urbano di riferimento.
L’esperienza didattica, condotta nel breve tempo di poco meno di un bimestre, ha permesso agli studenti di affinare le tecniche e le metodologie di rilievo e rappresentazione dell’architettura, in linea con gli obbiettivi specifici di apprendimento programmati per le discipline di Disegno Professionale e di Laboratorio di Architettura, soprattutto per quanto concerne le applicazioni di disegno CAD e, più in generale, le tecnologie della rappresentazione digitale dell’architettura e dell’ambiente.
Inoltre, lo studio dell’edificio “dal vero”, ovvero il lavoro di osservazione, misurazione e restituzione grafica condotto sul manufatto (prima per documentarne lo stato di fatto e poi per produrre la documentazione tecnica del progetto) hanno consentito al gruppo impegnato in queste attività di sperimentare “in situazione” le tecniche di rilievo e imparare a leggere le forme costruite nel difficile passaggio dal dato materiale a quello geometrico.
L’intera classe ha poi ragionato sulle possibilità di riciclo e riuso del manufatto e dopo una fase di riflessione sulle destinazioni d’uso ha pensato di intervenire con un gesto di “minimo impatto”: l’aggiunta di una comoda scala che, dal retro, dà accesso al primo piano e ne rende fruibile lo spazio con la massima flessibilità di impiego. L’unica pianta disegnata, di fatto, ipotizza la distribuzione di dieci postazioni informatiche per gli usi di un internet point.
Progetto curato e coordinato dal Prof. Stanislao Biondo.
Rilievo e schizzi di campagna a cura del Prof. Paolo Mazzanti.
Progetto, modellazione CAD e disegno a cura dei Proff. Luciano Antonioni e Stanislao Biondo.





















