Cinema e Città: quattro protagonisti.

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Foto di gruppo

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Alice, Elia, Francesco, Manila…Ragazzi di oggi. Comuni e unici. Ragazzi che hanno scelto di raccontarsi non con le parole, ma con una telecamera, più rapida nel cogliere e proporre informazioni ed emozioni.

Li incontriamo nella suggestiva piazzetta Toschi-Mosca, in un angolo impreziosito dalle sculture di Giuliano Vangi, luogo che sembra una cartolina della Pesaro Ottocentesca.

Spunto della chiacchierata, che ci regala un’ora di parole e riflessioni intense, è stata la partecipazione degli studenti al progetto “Cinema e Città”, nato da una collaborazione tra la sezione di audiovisivi del Liceo Mengaroni e il video maker Mauro Santini, ideatore e realizzatore dell’iniziativa.

Sono giovani curiosi e intraprendenti, disponibili a condividere il loro mondo interiore, fatto di passioni a volte complesse che premono per essere espresse e venire alla luce.

Protagonisti timidi, a volte muti, solamente perché noi adulti li sostituiamo, ma in realtà desiderosi di farsi sentire e di raccontare la loro esperienza: “Ho imparato la solitudine e a stare con me stesso -afferma Elia- ora ho voglia di condividere con gli altri. I giovani sono fatti di cambiamenti -continua- e la pandemia ci ha dato una spinta in più. Stare da soli ci ha portato ad una consapevolezza enorme: ora è tempo di vivere!”. 

Tutti concordano. Anche Francesco, il più giovane, dichiara di aver sfruttato questi due anni di Covid, chiuso nella sua camera, come tempo tutto per sé: nella sua stanza si è “rimescolato e conosciuto”.

Alice ci confessa di essere cresciuta tanto in questi ultimi anni e che le difficoltà vissute le sono servite per andare avanti e per essere oggi quella che è: una ragazza più sicura e determinata.

Ci mettiamo comodi e le parole fluiscono ininterrotte.

Elia, ci racconta del suo corto “Ricerca di uno sguardo”, di come sia andato in giro riprendendo quello che si trovava davanti, evocando ricordi lontani e scoprendo con nostalgia che il presente non gli piace, perché quello che gli interessa davvero è il passato, non il suo in particolare ma quello di tutti. Sente di aver imparato ad allenare l’occhio e a giocare con le ombre, grazie a Mauro, e ha sperimentato che registrare tutto e creare con le immagini è per lui uno sfogo e una terapia per stare bene.

Francesco, ci spiega che “Verso le fonti” è la trasposizione video di un giro con la sua fidata moto e telecamera montata in petto (“su consiglio della prof.”) dal lavatoio di Santa Veneranda a quello di Villa Fastigi. Attraverso una personale ricerca on line “ho scoperto una pubblicazione sul restauro del secondo lavatoio, nella quale veniva citato un manoscritto dell’800, presente all’Oliveriana. E’ stato molto interessante -con l’aiuto di Mauro- fare in biblioteca le riprese del testo antico, comprendendo molto bene come il passato sia fondamentale per capire il futuro verso il quale mi sento proiettato”.  

Nel paese delle meraviglie” è il titolo del lavoro di Alice, con il quale ci parla di lei e dei suoi interessi: gli animali, i gatti, la natura, le passeggiate in solitaria, il mare, la casa…

“Amo guardare e osservare gli altri e le cose in maniera riflessa o attraverso un ostacolo; mi sento di fare così senza un particolare motivo, è il mio modo di sentire: mi permette di immaginare e fantasticare. Amo il presente, quella che sono oggi; il passato preferisco tenerlo alle spalle, è stato pesante e ingombrante. Ora voglio essere indipendente, mi aspetta un grande cambiamento di vita: l’università, una nuova città, spero, nuove amicizie, e anche se un po' intimorita, sono pronta.

"Strolling down memory lane” è il corto di Manila, che -non potendo essere presente- abbiamo contattato telefonicamente. Ci ha riferito che l’idea del suo lavoro era nata, sotto suggerimento di Mauro, dal regalo ricevuto, un album di fotografie, per il suo diciannovesimo compleanno, e di come abbia ripreso, mentre faceva una passeggiata a cavallo, la nonna che lo sfogliava e commentava gli scatti, rievocando tempi lontani. “I racconti della nonna mi hanno emozionata tantissimo; il passato mi sembrava un tutt’uno con il presente”; poi però, con la scena finale - quella in cui sono sul cavallo, ad un bivio, con la voce di mia nonna che lentamente svanisce - ho voluto esprimere la mia decisione: salutare il mio passato per avviarmi verso il mio futuro”.

E’ finito il nostro incontro, nella consapevolezza che non c’era altro da aggiungere alle sapienti parole dei ragazzi, solo un ringraziamento per la disponibilità e il tempo concessoci: non quello dell’orologio, ma un tempo sincero e donato, nel quale si sono spogliati delle loro debolezze e rivestiti delle loro forze, senza mai contraddirsi.

Un tempo di confronto e arricchimento per tutti.

Noi restiamo ferme col piacevole peso di tante possibili riflessioni… loro, veloci, inforcando le bici, si dileguano per le vie del centro liberi e leggeri.

 

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